martedì 11 dicembre 2007

Africa - Ghana 2007


Villaggio Nglicaso, 28 novembre 2007

Stasera è stata una sera speciale.
Marion poco prima di prendere l’aereo mi ha chiesto il favore di ritirare un tamburo che lei non aveva fatto in tempo a prendere, e di portarlo in Italia. Quando l’ho visto dentro la mia testa le ho mandato tante di quelle parolacce… 11 kg di “drum”… ma stasera ho ringraziato di averlo. Verso le sei sono andata in riva al mare e mi sono nascosta dietro una catasta di mattoni per provare a suonare un po’ por bulerias, un ragazzo mi ha visto, è venuto a sedersi vicino a me e mi ha insegnato un ritmo afro. Non è passato molto tempo e un po’ alla volta hanno iniziato ad avvicinarsi dei bambini, poi i più grandi e alla fine tutto il villaggio era intorno a noi che cantava. Ad un certo punto ho giustamente ceduto il posto a chi sa suonare e mi sono messa a ballare e a cantare con gli altri. Ho dato il meglio delle mie doti di free dancer e ci siamo divertiti come i pazzi. Per loro è già speciale vedere una bianca se poi balla come se fosse posseduta lo è ancora di più!Quando abbiamo smesso perché altrimenti gli anziani si arrabbiavano, mi hanno aiutato tutti a rimettere a posto le mie cose e con un bambino su una mano e Jonh sull’altra mi sono avviata verso la casa dove sono gli altri (io vivo in una stanza a parte) e senza che me ne fossi resa conto una cinquantina di bambini mi avevano seguita per dirmi buonanotte.
Il mio rapporto con i ghanesi migliora ogni giorno di più, all’inizio sono stata a sentire molto i consigli di chi aveva più esperienza di me in questo paese ma poi mi sono resa conto che c’è una regola che vige in ogni parte del mondo: si te stesso nel rispetto del prossimo e vedrai che ti troverai sempre bene.
Sono convinta che se mi organizzerò come si deve prima di partire, quando tornerò non soffrirò neanche la fame come sta succedendo ora. L’unico motivo perché riesco a sopportare i digiuni è che gli input che mi arrivano sono talmente tanti e continui da non accorgermi dei crampi allo stomaco.
Domani ho promesso ai ragazzi che faremo la prima partita di rugby della loro vita, ho portato un pallone, con quella strana forma ovale non ne avevano mai visti, sono tutti euforici e non vedono l’ora di giocarci.

E’ veramente un posto speciale l’Africa, spero sul serio di inquadrare al più presto la mia posizione lavorativa per riprendermi la totale libertà perché sono sicura sia l’unico modo per vivermi a pieno questa esperienza.

Ciao ciao vado a nanna!

1 commento:

Tommy La Trebbia ha detto...

Sono contento per Te!! Mi sembra che le cose ti vadano più che bene,o no!?
Ma quando torni? O sei già tornata per il santo natale?
Io sono in ufficio a farmi il culo quadrato. Un pò mi manca il lavoro all'aria aperta...solo quello estivo però! Appena torni fatti sentire.