mercoledì 9 aprile 2008

10 aprile... impossibile!!!

Altro che Jane...
l'avventura tesi continua e il mio lavoro è talmente interessante che si protrarrà fino al 1 maggio.
Sto vivendo la foresta come mai prima nella mia vita. Ogni giorno mentre faccio i rilievi con Mr Ntim bevo acqua dalle liane e mastico radici che danno energia. Ho visto un leopardo saltare da un albero all'altro, 4 manguste, una marea di uccelli colorati, uno scoiattolo volante, un topo gigante e una scimmietta marrone non identificata.
Sono strafelice ma stanca morta infatti oggi "rest day" perchè altrimenti a fine mese non ci arrivo.
Non vi nascondo che nonostante tutto, la bella Italia mi manca da morire e non vedo l'ora di tornare a casa per riabbracciare tutti.
E' molto probabile che purtroppo per giugno non riuscirò a laurearmi ma ormai il grosso è fatto, l'importante è finire. Spero tanto di trovare qualche pianta sconosciuta, Mr ntim mi ha detto che se così fosse la chiameremo Claudia ankasiensis bel nome per un albero non vi pare??? Intanto ne abbiamo identificata una che non è mai stata trovata prima d'ora in Ghana e non è poco.
Mr Ntim è fortissimo, a parte il fatto che è molto preparato, è anche simpatico, alla mano e adora il suo lavoro. Conosce le proprietà di tutti gli essudati delle piante di questa foresta e ci facciamo ogni giorno scorpacciate di prodotti super naturali... e poi fa una grappa aromatizzata con la corteccia di alcuni alberi che è una meraviglia.
Insomma qui tutto ok, vorrei pubblicare le stupende foto che sono riuscita a fare finora ma purtroppo il criceto usb che fa girare internet qui è veramente sfaticato.
oddio mi viene da piangere una mosca tzè tzè mi ha appena punto, qui mi dicono che se lo fa per poco tempo non è pericoloso ma in questo momento sto cercando disperatamente di non farmi prendere dal panico. Me ne torno in albergo che è meglio.
Un abbraccio a tutti

2 commenti:

Tommy La Trebbia ha detto...

...mmhh..radici che danno energia?...me ne porti un campione?...e la marea di uccelli colorati?Li hai visti prima o dopo la famosa radice???
Un bacio!!

Anonimo ha detto...

Leggi i sintomi della malattia e se hai anche il piu' lontano sospetto di avere la sintomatologia chiamami.
Un abbraccio
F.

La malattia del sonno
Che cos'è
La malattia del sonno, o tripanosomiasi, è presente solo in Africa.
L'agente eziologico è il protozoo Tripanosoma brucei. La malattia ha due tipologie con caratteristiche epidemiologiche, vettoriali, cliniche e terapeutiche diverse che per la loro dislocazione geografica, sono state denominate: "tripanosomiasi africana dell' Est" (Tripanosoma brucei rhodesiense) e "tripanosomiasi africana dell'Ovest" (tripanosoma brucei gambiense).

I paesi dell'Africa sub-sahariana a rischio per la malattia del sonno sono 36; e in alcuni di essi (per esempio l'Angola, il Congo, l'Uganda, il Sudan) la tripanosomiasi si può definire epidemica.
La sua diffusione è limitata dalla presenza dell'insetto-vettore. Le stime dell'Oms evidenziano che 55 milioni di persone vivono in aree a rischio d'infezione e nel 1996 la prevalenza era di 300.000 casi. Oggi, si stimano 10.000 nuovi casi all'anno.
La malattia del sonno è quindi un grosso problema di sanità pubblica per diversi motivi: colpisce soprattutto le fasce d'età economicamente attive.
La tripanosomiasi dell'Ovest è una malattia cronica che rende i pazienti dipendenti dagli altri membri della famiglia, i quali spesso sono costretti ad abbandonare le attività lavorative per occuparsi del malato; la tripanosomiasi dell'Est colpisce soprattutto gli animali sconvolgendo e annientando l'economia locale, basata sull'agricoltura e sull'allevamento.

Come si trasmette
Il tripanosoma è un protozoo che ha bisogno di un vettore, la mosca tze-tze, per trasmettersi tra da un ospite definitivo all'altro. La mosca tze-tze è una Glossina, ovvero un insetto ematofago che si nutre del sangue degli ospiti definitivi, vive in zone umide e calde: i corsi d'acqua, le piantagioni di caffè, la boscaglia in genere.

Il vettore della tripanosomiasi dell'Est, la Glossina Morsitans, necessita di condizioni ecologiche meno rigide, che le permette di vivere in ambienti con caratteristiche differenti: dalla savana alla boscaglia intorno ai corsi d'acqua. Si può, inoltre, trasmettere tramite trasfusioni, oppure da madre a figlio (anche se questa malattia nelle donne incinte provoca l'aborto, motivo per cui i bambini nati infetti sono pochi).

Che sintomi provoca

L'evoluzione della malattia nell'uomo è generalmente cronica e ciclica. Il tripanosoma invade l'uomo determinando una prima risposta del sistema immunitario che provoca una drastica riduzione del numero di tripanosomi in circolo. Il tripanosoma ha la capacità di mascherarsi in modo che il sistema immunitario non lo riconosca più e non possa più attaccarlo.
Le due forme di tripanosomiasi si differenziano per la velocità di evoluzione e per l'intensità dei sintomi. In entrambe si distinguono due fasi, ma la tripanosomiasi dell'Est ha un'evoluzione rapida, portando in certi casi al decesso in meno di 3 anni, e viene definita "tripanosomiasi acuta", mentre la tripanosomiasi dell'Ovest ha un'evoluzione più lenta (anche 6-8 anni), e viene definita "tripanosomiasi cronica". Dopo 10-21 giorni dalla puntura da parte della mosca si può avere una lesione (il tripanoma) nel punto di inoculazione.
È un rigonfiamento rossastro a volte doloroso, più frequente nella tripanosomiasi dell'Est.
È dovuto alla replicazione locale del parassita nella pelle e nei tessuti circostanti che precede l'invasione del sangue.
Si distingue, poi, una prima fase che nella variante dell'Ovest dura dai 2 ai 5 anni, nella quale il tripanosoma si trova solo nel circolo sanguigno e linfatico.
I sintomi che caratterizzano tale fase sono: febbricola per 1-2 settimane alternata a periodi di sfebbramento, mal di testa, tachicardia. In alcune regioni si può avere il tipico rigonfiamento delle ghiandole cervicali, segno di Winterbotton, molto utile nella diagnosi precoce, presente però solo nel 25 per cento dei casi.
Nella variante dell'Est questa fase è acuta e i sintomi sono molto più intensi: l'esordio è improvviso, con febbre alta, mal di testa, interessamento di vari organi con ittero, alterazione della funzionalità del fegato, infiammazione del cuore, alterazione dell'attività cardiaca, ingrossamento della milza.
A volte i pazienti muoiono già in questa fase per arresto cardiocircolatorio.
La seconda e ultima fase della malattia porta al decesso in circa un anno. È caratterizzata dall'invasione - da parte del parassita - del liquido cerebrale con interessamento del cervello. Il tripanosoma può essere rinvenuto sia nel circolo sanguigno e linfatico sia nel liquido cerebrale.
L'evoluzione è lenta e progressiva: al dimagrimento fisico si accompagnano sintomi psichici (alterazioni del comportamento fino a vere e proprie psicosi acute e del ritmo sonno-veglia) e neurologici (tremori, difficoltà nel movimento delle gambe, paralisi dei nervi cranici, deviazione della bocca, alterazioni della sensibilità, abbassamento della soglia del dolore per cui questi pazienti camminano aggirando tutto quello che incontrano per paura di urtare qualunque cosa perché questo provocherebbe dolori acuti). Lo stadio più avanzato è caratterizzato da dimagrimento estremo (il paziente non sente più lo stimolo della fame e, quindi, non mangia più), faccia tipicamente "ebete" o assente, indifferenza all'ambiente esterno fino ad arrivare al coma.
La tripanosomiasi è detta "malattia del sonno" perché questa fase clinica è caratterizzata da alterazioni del ritmo sonno-veglia provocate da un'encefalite e i pazienti dormono per la maggior parte del tempo in qualunque luogo. La morte di solito sopravviene per denutrizione o a complicanze infettive.
Nella variante dell'Est questa fase può durare solo alcuni mesi e il passaggio dalla prima alla seconda fase è meno netto in quanto l'invasione del tripanosoma nel liquido cerebrale può avvenire anche precocemente.

Nei bambini si può avere un'evoluzione atipica molto più rapida con febbre alta e continua e il precoce interessamento del sistema nervoso centrale. Le alterazioni del comportamento non sono molto evidenti, ma si arriva precocemente al coma.

Come si diagnostica e come si previene
I pazienti costituiscono il serbatoio della malattia: le mosche tze-tze s'infettano quando pungono e succhiano il sangue di una persona o di un animale malato e al pasto successivo - di solito, almeno 48 ore dopo, - possono infettare una persona sana. Perciò, quanto più il soggetto infetto rimane senza trattamento, tanto più numerose sono le mosche che vengono infettate e che possono trasmettere la malattia. La prevenzione deve avvenire su due fronti: evitare che le mosche pungano l'uomo e trattare precocemente le persone infette per evitare che agiscano da serbatoio.
È, dunque, importante individuare i soggetti infetti e fare la diagnosi il più precocemente possibile: controllo di tutti coloro che vivono in zone ad alto rischio usando o un esame sierologico, il CATT, o un'indagine clinica, con ricerca della ghiandola laterocervicale. Alle persone positive, in uno di questi due esami viene fatto uno striscio di sangue - come si fa nella diagnosi di malaria -, per la ricerca diretta del parassita. Anche se i soggetti nel cui sangue viene trovato il tripanosoma possono già considerarsi nella prima fase della malattia, bisogna proseguire l'iter diagnostico per stabilire la migliore terapia.
Quindi, a tutti i soggetti con tripanosoma nello striscio di sangue si pratica una puntura lombare per prelevare alcune gocce di liquido cerebrale, su cui si ricerca ancora una volta il tripanosoma.
I soggetti positivi anche a questo secondo esame possono considerarsi già nella seconda fase della malattia.
Molto importante è anche la lotta alla mosca tze-tze. Non servono le zanzariere intorno ai letti perché la mosca tze- tze punge durante il giorno.
Si possono usare metodi su vasta scala (disinfezione con insetticidi da aerei o elicotteri, liberazione di maschi sterili) o metodi su scala ridotta (sistemi specifici di cattura delle mosche, utilizzo di teloni blu - il colore che le attrae -, impregnati con insetticidi, disboscamento dei luoghi dove si effettua l'approvvigionamento dell'acqua).
Diversi studi hanno dimostrato che i metodi del secondo tipo sono i più efficaci, a patto che tutta la popolazione collabori.
Nei paesi in cui sono state fatte le campagne di prevenzione per la malattia del sonno e in cui sono state eseguite contemporaneamente le varie procedure (ricerca attiva dei soggetti malati, uso di sistemi di cattura delle mosche, disboscamenti, insetticidi a livello del villaggio) il numero dei nuovi casi per anno si è drasticamente ridotto, ma, una volta sospeso il programma, si è avuto un ritorno delle mosche tze-tze con conseguente incremento del numero di nuovi casi.

Come si cura

I farmaci usati nella prima e nella seconda fase sono diversi: la pentamidina per il Tripanosoma brucei gambiense, e la suramina per il Tripanosoma brucei rodesiense sono usati prima del coinvolgimento cerebrale e non sempre sono efficaci; i derivati arsenicali (melarsoprol) usati ancora oggi per la fase cerebrale, sono altamente tossici e possono provocare effetti collaterali anche mortali (1-5 per cento dei casi).
Per la cura del Tripanosoma brucei gambiense nelle fasi precoci e tardive si usa la eflornitina, più efficace e meno tossica del melarsoprol, ma assai costosa, essendo prodotta in quantità limitate raramente disponibile nei Paesi in dove la tripanosomiasi è presente. Anche la tripanosomiasi, infatti, è una delle malattie "dimenticate" dai paesi industrializzati e, quindi, dalle farmaceutiche che non spendono troppe energie nella ricerca di nuovi farmaci meno tossici e venduti a prezzi accessibili.